Hospitality Report 2026

Il futuro dell’accoglienza è già in viaggio: nuovi equilibri nel settore hospitality italiano

Dall’esperienza di prenotazione alla gestione operativa, il report esplora il ruolo di pagamenti e tecnologie nell’accoglienza di oggi, mettendo a confronto le prospettive di viaggiatori e aziende del settore hospitality italiano. Mentre cambiano le modalità con cui gli ospiti organizzano e vivono il soggiorno, per le strutture si aprono infatti nuove sfide e possibilità da esplorare.

Un settore chiamato a evolvere insieme agli ospiti

Nel mondo hospitality, l’esperienza del cliente non comincia al check-in e non termina al momento della partenza. Si costruisce lungo un percorso fatto di scelte, aspettative e momenti di contatto, dalla prenotazione alla gestione del soggiorno, fino al check-out e a una possibile nuova visita.

In questo viaggio, i pagamenti assumono un ruolo sempre più rilevante. Non sono più soltanto un passaggio operativo; al contrario, aiutano a rendere ogni interazione più semplice, sicura e coerente con le abitudini di ciascun ospite. I viaggiatori si aspettano infatti di poter scegliere il metodo di pagamento più adatto, ritrovare processi chiari e familiari e, quando lo desiderano, gestire in autonomia alcune fasi del soggiorno.

Soluzioni self-service, pagamenti via smartphone e assistenti basati sull’intelligenza artificiale rispondono a questa domanda di indipendenza, ridefinendo il modo in cui gli ospiti pianificano, vivono e concludono un viaggio. 

Va però considerato che la trasformazione del settore sta procedendo a velocità diverse. Mentre alcune strutture guardano a servizi e modalità di prenotazione innovativi, una quota significativa deve ancora superare la frammentazione tra canali, sistemi e momenti di pagamento. Il rischio è che l’innovazione resti confinata a singoli touchpoint, senza riuscire a creare un percorso davvero coerente per ospiti e team.  

Come possono, allora, le strutture tenere il passo con aspettative sempre più digitali e diversificate? Il punto di partenza è guardare al soggiorno nel suo insieme. Individuare le frizioni, capire come cambiano le necessità nel corso della guest experience e quali strumenti possono rendere i processi più ottimizzati, per gli ospiti e per i professionisti. Perché, quando la tecnologia supporta in modo fluido anche le attività dietro le quinte, i team possono tornare a concentrarsi su ciò che conta davvero: l'accoglienza e la cura dei propri ospiti.

Offrire un'esperienza più fluida, dalla prima prenotazione al soggiorno successivo

Le abitudini di pagamento viaggiano con gli ospiti

Alcune abitudini sono difficili da lasciare a casa, anche quando si parte. Per questo motivo, se nel momento della prenotazione le aspettative dei potenziali ospiti vengono disattese, la loro scelta può cambiare rapidamente. Secondo il report, il 31% degli italiani abbandona il sito e cerca un’altra struttura se non può pagare con il metodo preferito. Anche quando l’opzione desiderata è disponibile, il checkout, se non ottimizzato, rischia di incrinare il percorso. Nell’ultimo anno, il 19% degli intervistati ha infatti rinunciato a completare una prenotazione online a causa di un problema nel pagamento, mentre il 21% di coloro che sono riusciti a portare a termine una prenotazione ha comunque sperimentato un pagamento fallito al primo tentativo.

È in questo spazio, tra l’intenzione di prenotare e la conferma, che si concentrano opportunità e rischi per le strutture. Il 95% delle strutture del settore hospitality stima di aver perso almeno alcune prenotazioni nell’ultimo anno per problemi tecnici, errori nel checkout o indisponibilità del metodo di pagamento preferito. Un segnale di quanto questa fase resti delicata e di quanto sia importante ottimizzarla per non disperdere una domanda già intercettata. 

"Sappiamo che negli ultimi 12 mesi abbiamo avuto un tasso di conversione superiore al 90% nelle nostre proprietà che utilizzano Adyen, e questi sono numeri su cui non abbiamo mai avuto visibilità prima."

Bryan HammerVP of IT, Belmond

Una nuova prenotazione, senza ripartire da zero

Quando prenotano un viaggio, gli ospiti vogliono sapere con chiarezza che cosa stanno pagando e sentirsi protetti nel momento della transazione: per il 49%, un riepilogo trasparente dei costi prima del pagamento è il principale elemento di rassicurazione, mentre il 39% attribuisce valore all’autenticazione tramite app bancaria, impronta digitale o riconoscimento facciale.

Questi elementi contribuiscono a rendere il pagamento non solo più chiaro e sicuro, ma anche più semplice da ripetere nel tempo. Il 57% degli italiani ritiene infatti che poter salvare in sicurezza i dati di pagamento sul sito di una struttura o su una piattaforma di viaggi renderebbe più semplice prenotare di nuovo. Un’esigenza che trova riscontro anche lato business. Il 63% delle aziende dell’hospitality considera prioritario abilitare una tecnologia che consenta di riconoscere in modo sicuro gli ospiti al checkout, senza richiedere loro di inserire nuovamente i dati di pagamento o creare un account.  

Rendere più semplice una nuova prenotazione significa, però, intervenire anche sui passaggi che possono incrinare la continuità lungo il percorso. Dettagli che, se trascurati, rischiano di vanificare la fiducia costruita e di trasformare un’esperienza positiva in un’occasione di ritorno mancata. È qui che si gioca la differenza tra un’esperienza che si conclude e una relazione che continua. 

Tokenizzazione: carte salvate, prenotazioni più continue

La Network Tokenization sostituisce il numero della carta, o PAN, con un identificativo digitale non sensibile chiamato token di rete. Emesso dai circuiti di pagamento, il token può essere utilizzato per transazioni online, carte salvate e pagamenti ricorrenti, riducendo l’esposizione dei dati della carta.

Quando una carta viene aggiornata o sostituita, il token può restare valido, contribuendo a rendere più continui i pagamenti e a limitare le interruzioni dovute a dati non più aggiornati. Per le strutture, questo significa poter riconoscere gli ospiti abituali a favore di tassi di autorizzazione più elevati e senza verifiche aggiuntive. 

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Semplificare la complessità dietro ogni soggiorno

Rischio e pagamenti internazionali restano un banco di prova

Nei periodi di maggiore affluenza, come la stagione estiva, le festività e i grandi eventi, le strutture si trovano a dover gestire volumi più elevati, dovendo al contempo assicurarsi di non interrompere il percorso dell’ospite. Da questo punto di vista, il settore mostra una buona fiducia nella tenuta dei propri sistemi: il 97% delle strutture del mondo hospitality considera affidabile la propria infrastruttura durante i picchi di domanda.

Nonostante questa percezione positiva, il 36% delle aziende dichiara che l’impatto finanziario di frodi e chargeback illegittimi è aumentato negli ultimi dodici mesi. La sfida, infatti, non riguarda soltanto la capacità dell’infrastruttura di sopportare i picchi, ma anche far sì che l’aumento dei volumi non si traduca in una maggiore esposizione ai rischi.

Le complessità, però, non finiscono qui. Anzi, crescono ulteriormente quando le strutture accolgono viaggiatori da più mercati. Valute e tassi di cambio diversi, costi delle carte estere e metodi di pagamento locali sono solo alcune delle variabili che incidono sulla capacità di offrire un’esperienza familiare anche agli ospiti internazionali.

Quando il metodo di pagamento parla la lingua dell’ospite

Le preferenze di pagamento cambiano da mercato a mercato. Per gli ospiti internazionali, ritrovare metodi familiari può rendere la prenotazione più immediata e ridurre le frizioni al checkout.

Con un’unica integrazione, la piattaforma Adyen consente alle aziende di offrire una gamma di metodi di pagamento locali in diversi Paesi, gestendoli all’interno della stessa infrastruttura utilizzata per gli altri flussi di pagamento. In questo modo, le strutture possono adattare l’offerta alle abitudini dei viaggiatori senza moltiplicare integrazioni e provider.

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Oltre la transazione: rimborsi, dati e processi da coordinare

Il completamento di una transazione o la conferma di una prenotazione sono traguardi importanti, ma per le strutture non rappresentano un punto di arrivo. Dopo il pagamento, entrano in gioco attività che contribuiscono a rendere l’esperienza dell’ospite coerente e a mantenere sotto controllo i flussi interni, ma che possono richiedere visibilità e coordinamento tra sistemi e persone, soprattutto quando dati e procedure sono distribuiti su strumenti diversi.

Rimborsi e cancellazioni ne sono un esempio. Per il 55% delle aziende del settore hospitality, questi processi richiedono ancora l’intervento del personale, mentre solo il 39% dispone di un flusso pienamente automatizzato e centralizzato. Il coinvolgimento dei team può essere necessario per verificare singole richieste o gestire eccezioni. Quando però alcune procedure ripetitive restano manuali, controlli e approvazioni assorbono più tempo e limitano le risorse disponibili per altre priorità.

Oltre alla gestione di questi flussi, le strutture si trovano spesso a dover coordinare più provider, terminali e sistemi che producono dati diversi. È qui che si concentrano alcune delle principali sfide operative segnalate dalle aziende.

In un contesto in cui le operations diventano sempre più articolate, poter leggere con chiarezza ciò che accade nei flussi di pagamento assume un ruolo rilevante. Dalla survey emergono alcuni aspetti che i business manager hospitality trovano più difficili da monitorare attraverso i propri provider. Tra gli ambiti in cui una maggiore disponibilità di dati può fare la differenza rientrano:

  • Maggiore visibilità sulle commissioni: Il 29% indica il dettaglio delle commissioni associate a ogni transazione come un’informazione difficile da ottenere dai propri provider di pagamento.

  • Una lettura unificata della spesa degli ospiti: Per il 25%, è difficile accedere a dati aggregati sulle abitudini di spesa degli ospiti tra canali online e fisici.

  • Più chiarezza su approvazioni e rifiuti: Il 18% segnala difficoltà nell’ottenere il tasso effettivo di approvazione delle transazioni, mentre la stessa percentuale indica le ragioni dettagliate dei rifiuti come l’informazione più difficile da reperire.

Una piattaforma unificata per ridurre la frammentazione

Quando provider, terminali, dati e processi sono distribuiti su più sistemi, anche attività quotidiane come riconciliazioni, rimborsi e gestione delle eccezioni richiedono più tempo e controlli. La piattaforma unificata di Adyen connette i pagamenti online e in presenza in un unico ambiente, integrandosi con i principali sistemi di gestione alberghiera (PMS) già in uso. 

I dati di prenotazioni, bar ed esperienze confluiscono in dashboard unificate, con report finanziari disponibili in tempo reale su ogni canale e struttura e riconciliazione automatica tra i diversi flussi, così i team possono leggere commissioni, spesa degli ospiti e tassi di approvazione senza doverli ricostruire da fonti separate. Grazie a Intelligent Money Movement, inoltre, anche la gestione più ampia della liquidità può trarre importanti benefici. Ogni fase del flusso di denaro, dall’incasso al payout verso i fornitori può infatti consolidarsi all’interno di un solo sistema, semplificando i trasferimenti tra società e riducendo i tempi d’attesa.

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Mettere la tecnologia al servizio dell’accoglienza

Prepararsi a un’ospitalità più autonoma e connessa

Oggi per molti viaggiatori, la partenza dall’hotel non deve necessariamente passare dalla reception. La possibilità di controllare gli addebiti e saldare il conto direttamente da app o smartphone piace infatti al 70% degli italiani. Un interesse che racconta come, al termine del soggiorno, molti ospiti apprezzino la possibilità di gestire in modo più immediato gli ultimi passaggi amministrativi, senza dover necessariamente interagire con il personale della struttura. Tra i 25-34enni, questa preferenza raggiunge addirittura il 90%, confermando quanto la praticità legata alle opzioni digitali sia particolarmente rilevante per i viaggiatori più giovani.

L’autonomia non viene però immaginata come un modello rigido. Il 32% di chi trova utile il check-out digitale lo utilizzerebbe sempre per risparmiare tempo, mentre il 38% lo sceglierebbe solo quando ha fretta. Più che sostituire un modello con un altro, gli ospiti sembrano quindi cercare la libertà di scegliere come concludere il soggiorno in base alle proprie esigenze. Per alcuni, il digitale rappresenta un modo per rendere la partenza più rapida; per altri, resta un’opzione da utilizzare solo quando le circostanze lo rendono più comodo.

Dal punto di vista delle strutture, tradurre queste nuove aspettative in servizi concreti richiede una base tecnologica capace di collegare mondo fisico e digitale. Il 65% delle aziende del mondo hospitality dichiara di disporre già di un’infrastruttura di pagamento pienamente integrata, che accompagna l’ospite dalla prenotazione alla reception e prosegue nei diversi momenti e luoghi in struttura, come bar, ristorante e spa.

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Quando questi touchpoint dialogano tra loro, informazioni e pagamenti possono seguire l’ospite lungo il soggiorno, senza dover essere gestiti come passaggi separati. Il percorso di integrazione, però, non è ancora concluso per tutti. Per il 35% delle strutture, prenotazioni e pagamenti principali sono collegati, mentre i servizi aggiuntivi vengono gestiti separatamente. Un segnale di come ci sia ancora spazio per rendere più continua la gestione dei pagamenti e più coerente ogni interazione con la struttura.

Nel complesso, questi dati descrivono un settore in movimento, ma in cui permane una distanza rilevante tra le strutture che hanno già connesso l’intero percorso dell’ospite e quelle che operano ancora con flussi parzialmente separati. È un divario che vale la pena colmare. Mentre altri settori hanno infatti reso da tempo l'unificazione dei canali una prassi operativa consolidata, per l'hospitality resta ancora un obiettivo in costruzione. In un contesto in cui gli ospiti si aspettano però esperienze sempre più continue, completarlo è ciò che permette di gettare le fondamenta per supportare anche le innovazioni successive, il tutto senza aggiungere ulteriori punti di attrito lungo il guest journey.

"La tecnologia facilita una grande esperienza di ospitalità al Belmond, essendo discreta e senza interruzioni. Non si vuole sempre che tutti sappiano che la tecnologia è presente e, quando c'è, deve essere divertente, eccitante o facile da usare."

Bryan HammerVP of IT, Belmond

L’AI cambia le regole, le strutture si preparano

Man mano che lo sviluppo tecnologico continua ad avanzare, emergono inoltre nuove prospettive e possibilità legate all’uso dell’AI anche nel settore travel e hospitality. Una di queste riguarda il supporto che gli strumenti di intelligenza artificiale possono offrire già nella fase di pianificazione del viaggio, aiutando gli ospiti a ricercare e confrontare le opzioni sulla base delle proprie preferenze e del budget disponibile.

L’apertura verso questo tipo di assistenza è già significativa: il 59% degli italiani sarebbe disposto a lasciare a un assistente AI la ricerca, la pianificazione e il pagamento di un soggiorno, sulla base delle preferenze e del budget indicati.

Questa predisposizione, tuttavia, non coincide necessariamente con una delega totale. Tra coloro che prenderebbero in considerazione la possibilità di affidarsi a questa tecnologia, il 31% preferirebbe che l’assistente proponesse le opzioni disponibili, lasciando all’utente la possibilità di accettare o rifiutare prima del pagamento. Il modello che emerge è, quindi, quello di un tool che aiuta a orientarsi tra alternative, tempi e costi e un ospite a cui spetta l’ultima parola sulle decisioni più rilevanti.

Per il settore, si tratta di un segnale da osservare e tenere in considerazione nella progettazione delle esperienze digitali future. Man mano che gli assistenti AI entreranno a far parte delle diverse fasi del viaggio, sarà importante garantire processi chiari e strumenti capaci di mantenere trasparenza e controllo. Diventa quindi ancora più determinante poter contare su un’infrastruttura efficiente e resiliente, in grado di far dialogare dati, prenotazioni e pagamenti, unificando i flussi oggi e scalando con flessibilità per accogliere le modalità di interazione che emergeranno domani.

Adyen Uplift: un unico layer di intelligence per i pagamenti

Se per gli ospiti l’AI può semplificare ricerca e pianificazione, per le aziende può diventare uno strumento strategico per ottimizzare ciò che accade dietro ogni transazione. Adyen Uplift riunisce in un unico sistema le decisioni che incidono sull’intero percorso di pagamento. Grazie all’intelligenza artificiale, aiuta le aziende a bilanciare conversioni, rischio ed efficienza dei costi in base alle proprie priorità.

La suite combina funzionalità di prevenzione delle frodi, autenticazione, routing, tokenizzazione e ottimizzazione del checkout, trasformando i dati connessi in decisioni più precise. In questo modo, le aziende possono ridurre le regole manuali, riconoscere con maggiore accuratezza i clienti affidabili e individuare opportunità per rendere i pagamenti più fluidi.

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Conclusioni

La prossima tappa dell’hospitality

L’hospitality italiana si trova davanti a un cambiamento che coinvolge l’intero percorso dell’ospite, dalla scelta della struttura alla prenotazione, dai servizi in loco al check-out, fino a un eventuale ritorno. In ogni fase, pagamenti e tecnologia possono contribuire a rendere l’esperienza più semplice, trasparente e in linea con le preferenze di chi viaggia.

Per le strutture, questo significa offrire più scelta senza aggiungere frizioni, ottenere maggiore controllo e visibilità sui flussi che seguono una transazione e prepararsi a modalità sempre più digitali di pianificare, prenotare e vivere il soggiorno. Per riuscirci, però, non basta aggiungere al proprio stack nuove funzionalità e soluzioni avanzate. La chiave è consolidare i sistemi e far dialogare prenotazioni, pagamenti, dati e servizi in struttura, creando una base comune su cui costruire l’esperienza dell’ospite. 

Una gestione più unificata aiuta infatti le strutture a intervenire sulle esigenze di oggi, per esempio offrendo pagamenti più integrati, informazioni più accessibili e percorsi più fluidi per l’ospite.  

È a partire da questo presupposto che il settore può guardare anche alle opportunità offerte da automazione e assistenti AI. Man mano che queste tecnologie entreranno nelle diverse fasi del viaggio, il loro valore dipenderà dalla capacità di inserirsi in processi già connessi, senza creare nuovi punti di controllo o aumentare la complessità per i team.  

Adyen accompagna le aziende del mondo hospitality in questo percorso, riunendo pagamenti, dati, gestione del rischio e prodotti finanziari in un’unica piattaforma. Così, le strutture possono rendere più coerente l’esperienza di oggi e creare le condizioni per cogliere le evoluzioni di domani.

Metodologia

L’Adyen Hospitality Report 2026 combina il punto di vista di viaggiatori e aziende italiane per analizzare il ruolo dei pagamenti lungo l’intero percorso di soggiorno, dalla prenotazione al check-out, fino alla relazione post-soggiorno.

La ricerca è stata condotta da OnePoll per conto di Adyen attraverso interviste online (CAWI).

Indagine consumer

L’indagine consumer è stata realizzata tra il 29 luglio e il 14 agosto 2026 su un campione di 2.000 adulti italiani che avevano trascorso almeno una vacanza in Italia o all’estero.

Indagine business

L’indagine sulle aziende è stata realizzata tra il 29 luglio e il 17 agosto 2026 su un campione di 300 business manager italiani di aziende con più di nove dipendenti, attive esclusivamente nel settore hospitality, incluse strutture ricettive quali hotel, B&B e guesthouse.

Il campione comprende CEO, CFO, CIO e CTO, COO, Managing Director, President, Director e responsabili di funzione, General Manager e ruoli executive, inclusi EVP, SVP e VP/Assistant VP.

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